A occhi chiusi

Ci sono immagini che sembrano naturali, come quella di un bimbo piccolo in riva al mare. Guardo questa immagine e vedo il bimbo piccolo che ride e gioca e corre e la sua mamma dietro, ché a quell’età sono terribili, non stanno mai fermi, sono curiosi di vita e dormire è così noioso davanti a questo mare fantastico.

Ma ora bisogna togliersi un po’ dal sole, aver voglia di un gelato o di un dolcetto per fare merenda; la mamma ha la borsa magica e c’è di tutto. Il gelato no, quello si compra al bar, qui vicino, dove le persone si siedono e chiacchierano e si aspettano. “Mamma però, il mare è di là” e piange il bimbo, che  il mare lo vuole guardare ancora, che non si stanca mai, che ci farebbe un viaggio in quel mare per capitani coraggiosi. E già si vede a capo di una nave bellissima con tante vele bianche, tutta di legno, come quelle che ci sono nei libri dei pirati.

È di nuovo in riva al mare il bimbo, lo guarda e sente freddo, ha paura, si volta, cerca gli occhi rassicuranti della mamma, ma la mamma non c’è, non c’è più nessuno, è solo con tutto questo mare e non sa che farci, non sa nemmeno nuotare.

Qui finisce male

 

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