Violenza sulle donne?

Le violenze da parte degli uomini sono cominciate che non avevo ancora sei anni. Niente di sconvolgente (o forse più di quel che voglio credere), ma uno stillicidio di gesti fatti senza il mio consenso, perché piccola e sai che i grandi vanno rispettati, perché donna, terreno di conquista. Il supplente in quinta elementare, che ci prendeva in braccio, ci baciava e ci accarezzava per farci coccole non richieste, solo a noi bambine e solo ad alcune: ogni volta che scendevo dalle sue ginocchia mi sentivo sporca (dio se siete bravi in questo), sentivo che c’era in lui qualcosa di malato. Poi l’autista dell’autobus. La mia fermata era il capolinea, quindi spesso quando arrivavo c’era da aspettare l’orario di partenza e allora, nella maggior parte dei casi, si stava zitti. C’era qualcuno, però, che aveva voglia di chiacchierare. Uno di questi un giorno mi chiese quanti anni avevo e se ero grassa “con quel piumino non si vede niente”. Io, stupida come il peggiore degli stupidi, perché un’ingenua lo è moltissimo, mi sono aperta il piumino e lui si è avvicinato e mi ha stretto il seno da sotto le ascelle, dicendomi che ero fatta bene. Ero così sconvolta per quel gesto che credo di non aver parlato per dei giorni ed ero terrorizzata all’idea di riprendere l’autobus. Non so perché non ho reagito, in realtà non ho proprio capito niente fino al momento in cui l’ha fatto, il porco con una ragazzina di quattordici anni; ho giurato a me stessa che nessuno l’avrebbe più fatto. Ma non è stato così. Per esempio quel tipo con cui sono uscita per vedere un film al cinema (si, poi l’ho capito che non si va al cinema a vedere i film, ma ancora non lo sapevo) e quando mi sono girata verso di lui per ridere di una battuta, mi ha messo la lingua in bocca! Così! Dal nulla, una roba rugosa e bagnata che stava nella sua bocca e…che schifo!!! Ho allontanato velocemente il capo e l’ho guardato inorridita, ma non avevamo detto di essere solo amici?!! Non sono più uscita con lui né con chiunque altro non fosse già per certo il mio ragazzo, chè la lingua me la scelgo io. E, all’Università, il treno delle 7.30 stracolmo, le palpate, vere o presunte, proprio non si contano, così come sugli autobus, mano morte vivissime. Sono una donna e non spezzo lance a favore di nessuno, ma la nostra vita è costellata di violenze, piccole e grandi, di cui spesso gli uomini non si rendono nemmeno conto, ecco perché penso che la strada da fare sia ancora tanta e nessuno può considerarsi salvo da una cultura primitiva, finché non sarà educato a pensare che una donna non deve stare al suo posto, ma al suo fianco.

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