Il senso dei bambini per la neve

Visi tirati, preoccupati, più ci si avvicina alla fine del quadrimestre peggio è. Guardo mia figlia e mi convinco che di là dal portone della scuola deve esserci una schiera di dentisti con il trapano acceso. Ma non oggi. Oggi nevica. I volti sono trasfigurati dai sorrisi, alcuni stento a riconoscerli. Ridono, scherzano, progettano, gridano, che per i bambini la neve non è un peso, ma un inatteso parco giochi, un lasciapassare per un mondo magico in cui il tempo si ferma, i luoghi così come li hai sempre conosciuti si trasformano e sembra che tutto sia possibile. Gli adulti si preoccupano perché le difficoltà a spostarsi aumentano, magari non si riesce ad andare al lavoro, a fare la spesa, a fare quelle mille cose veloci ed inutili che ripetiamo senza entusiasmo tutti i giorni. Forse si diventa adulti quando si smette di essere felici per un fiocco di neve che cade.
Sorrido, ma sono felice. Mi allontano dalla scuola con gli occhi accesi di mia figlia addosso. Magari non dura, magari tra un istante comincia a piovere, ma i sorrisi e l’emozione non può più riprenderseli

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