Parto da qui

Ci ho pensato tanto. Non sapevo da che parte cominciare. Infine, una domenica mattina, decido di scrivere qualcosa, poi si vedrà. Cerco un argomento, qualcosa in cui mi sento forte e la mano vola sui tasti dell’Ipad. Dopo la prima, le idee si inseguono, non ho ancora chiaro come finirà, ma ho tirato su un bel racconto. Mi piace. Ci metto dentro anche una storia struggente, con rispetto, vista non proprio da vicino, ma tratteggiata quel tanto che basta per far uscire la lacrimuccia anche a me. Soddisfatta del lavoro, cerco un blog gratis. Non ci capisco niente, ma sono fatti apposta per quello, non importa capire, clicca qui, prosegui, fatto. Ho pubblicato il mio primo post sul mio primo blog di domenica mattina. Ci ho pensato tanto prima di farlo perché ero intimorita, chissà che succede, cominceranno a fare critiche, buone cattive, riceverò mail che mi intaseranno la posta, minacce, sarò coinvolta in intrighi internazionali. Interviste in Tv, Radio (io vado solo a 105), cellulare che squilla di continuo, sarò costretta a lasciare il lavoro. Mentre immagino scenari sempre più apocalittici, cominciò a pubblicizzare il blog, con il mio Twitter. Ci siamo. Si comincia a ballare. Aspetto qualche minuto e controllo i contatti. Niente. Ancora qualche minuto e ricontrollo. Niente. Ore e niente. Nessuno che lo legge, nessuno che mi dice cosa ne pensa. Chissà che cosa mi credevo di fare. Chissà che dono speciale credevo di avere. Mi sono montata la testa. E avendola comprata all’Ikea, qualcosa manca, si sa…

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